'Colazione da Tiffany' di Truman Capote (Garzanti, 2005).
E' considerato un intermezzo nella produzione di Truman Capote, può esserlo anche nelle nostre letture? Forse è qualcosa di più. La protagonista è Holly Golighyly, ragazza della porta accanto, starlette per caso, irriverente d'animo, ma onesta e sincera di cuore. La potenza del suo personaggio non sarebbe deflagrante senza il contributo di Paul, scrittore di probabile talento, ma ancora sconosciuto che, senza nasconderle il suo amore, cerca di sottrarla alle ostilità della vita ed alle violenze degli uomini.
Tra le tante frasi di Holly diventate celebri che hanno precorso i tempi, come 'In fondo noi donne siamo tutte un po' lesbiche' e 'Potrei condividere una stanza solo con una lesbica così manderebbe lei avanti la casa', ve ne sono altre meno anticonformistiche ma più maschili di Joe Bell il barista, nelle quali prima o poi possiamo ritrovarci tutti: 'Un uomo come me che da dieci o dodici anni passeggia per la strada, e non ha visto nessuna come lei...'.
E ancora: 'Ho visto continuamente qualcosa di lei: un sederino piccolo e stretto, un modo di camminare...'.
La spiegazione è tutta nella maestria di Capote. Holly Golightly è l'acronimo di Holiday go lightly. Crediamolo.









